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Età della popolazione

In demografia, la composizione per sesso ed età di una popolazione viene tradizionalmente rappresentata mediante un grafico che nelle popolazioni giovani ed in crescita ricorda la forma di una piramide (una larga base nelle età giovanili e un restringimento delle coorti man mano che cresce l'età). La visualizzazione dei residenti a Bologna per singolo anno di età e sesso è molto lontana invece dalla figura piramidale.
 
Al 31 dicembre 2013 il grafico mostra una base ristretta per i ragazzi e le ragazze fino ai 20 anni, poi le generazioni diventano via via più numerose e raggiungono il massimo tra i 40 e i 50 anni. Successivamente inizia di nuovo un restringimento, che evidenzia bene anche l'incidenza della seconda guerra mondiale sulle coorti generazionali e la relativa ripresa della natalità negli anni immediatamente successivi al conflitto.
Nella parte alta il grafico mette in risalto l'effetto della mortalità sulle età più anziane e la maggiore longevità del genere femminile, che determina uno "sbilanciamento" per sesso piuttosto evidente.
 
Scorrendo il grafico nel tempo si possono apprezzare i profondi mutamenti intervenuti nella composizione per età della popolazione bolognese. Il primo grafico disponibile, calcolato sulla popolazione residente a fine 1986, mostra bene come il calo della natalità abbia rapidamente ridotto le generazioni: nel 1986 si contavano 1.000 bambine di meno di un anno e oltre 2.000 bambine di 12. Nel giro di una decina d'anni dunque le nuove generazioni si sono praticamente dimezzate. Spostando la barra del tempo dal 1986 in avanti, la base mostra un lieve allargamento per una ripresa della natalità che diventa più evidente dal 2000 in poi.
 
Anche i movimenti migratori hanno inciso sulla composizione per età della popolazione; in particolare l'immigrazione straniera, costituita per lo più da persone in età attiva e da donne in età feconda, ha contribuito all'ampliamento delle classi di età centrali e favorito un ulteriore innalzamento della natalità.
 
L'arrivo alle età avanzate di generazioni via via più numerose e il contemporaneo allungarsi della vita media ha comportato che negli anni più recenti le coorti di persone più anziane (soprattutto femmine) siano diventate sempre più consistenti. Nel 1986 si contavano 1.476 donne di 90 anni e oltre; nel 2013 sono 5.111.
 

L'età media dei bolognesi, in crescita fino al 2002, raggiunge in quell'anno i 47,7 anni e fino al 2008 rimane pressochè stabile, con qualche leggera oscillazione.  A quel punto inizia una lieve discesa fino ai 47,1 anni attuali. L'età media delle donne è costantemente più alta di quella dei maschi, all'incirca di 4 anni.

Tra i principali indici demografici, il rapporto di mascolinità mostra le variazioni meno rilevanti; se nel 1986 vi erano 87,5 maschi ogni 100 femmine, nel 2013 il rapporto è 88,4. La predominanza numerica femminile tra i bolognesi (dovuta principalmente alla maggiore durata media della vita delle donne) è dunque una costante.

L'indice di vecchiaia è il rapporto tra popolazione anziana (65 anni e oltre) e ragazzi (0-14). Il suo andamento tra la popolazione bolognese risulta in forte crescita fino al 1995 quando si superano i tre "nonni" per "bambino"; da quell'anno inizia una diminuzione non altrettanto veloce che lo porta all'attuale 225,8%.

L'indice di dipendenza rappresenta il rapporto tra popolazione  inattiva ( bambini e ragazzi tra 0 e 14 anni e anziani oltre i 64 anni)  e popolazione in età "potenzialmente" lavorativa (15-64 anni). L'andamento è in crescita dal 43,6% del 1986 fino a valori che oscillano intorno al 60% negli anni più recenti: sono sempre più numerose le generazioni giovani o anziane in rapporto a quelle centrali attive.

Il tasso di ricambio è invece il rapporto tra la popolazione in procinto di lasciare o che ha già lasciato il mercato del lavoro (55-64 anni) e la popolazione giovanile candidata ad entrarvi o che vi è appena entrata (15-24). Forse questo indicatore andrebbe "rimodulato" su fasce di età più attinenti alle attuali dinamiche del mercato del lavoro; ciò nonostante, l'indice, sempre di gran lunga superiore a 100, evidenzia ugualmente la differenza tra le persone in uscita dal mercato del lavoro rispetto all'esiguità di quelle potenzialmente in ingresso. L'indice si manifesta in forte crescita fino al massimo del 2002 (quando è ben oltre il 200%) per poi diminuire fino all'attuale 159%.

Sul sito del Dipartimento Programmazione del Comune di Bologna , sono presenti numerose note di analisi sull'andamento demografico e nella sezione dei dati statistici, sono disponibili alcune tabelle di approfondimento sulla tematica.